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sabato 20 giugno 2015

BOLLE



“È assolutamente vietato camminare sulla superficie del mare!” dice un pesce a Lilla quando per la prima volta si avventura oltre la banchina.
 Il pesce è grigioverde con fantastiche pagliuzze iridiate che riflettono la luce dorata del sole e sporge la testa da un’onda capricciosa che può sembrare dipinta da un pittore naive o impressionista.
Lilla è Lilla, che c’è da dire di più? Un capolavoro di freschezza, fulgore, spericolatezza, perfettamente abbronzato e coperto soltanto da qualcosa di piccolissimo (e di bianco e blu) che in una perfetta giornata di giugno sta per posare audacemente un piede sul filo dell’acqua, così per provare
Ecco: un passo, due passi…camminare sull’acqua…
 Lei, al suo solito, non è stata a sentire, ha fatto spallucce e si è tuffata anche in questa avventura ed effettivamente ora cammina sull’acqua E’ dentro una specie di bolla d’aria bluastra che la sostiene e adesso danza sulla superficie del mare. Un passo, due passi… Sopra di lei stridono i gabbiani sconcertati.
Il pesce è scomparso, fuggito a nascondersi tra le profonde fosforescenze del mare - Perché è così che deve essere quel giorno, brutto grillo parlante a sangue freddo! Tu non mi fermerai!-  Fuggiti con lui i tremori e i dolori, i mille legami e impedimenti che le vietavano di osare, di camminare.  Camminare sull’acqua…un vero giorno di grazia!
Poi, all’improvviso, una raffica tesa arriva a farla sbandare, un’ombra grigia in fuga sulla sua testa. In un attimo ogni cosa attorno è mutata: la bolla iridescente oscilla e si deforma, l’aria tenera di giugno geme e le vele lontane dei surf sbattono, sbattono freneticamente come tante ali di pipistrelli, giunti in picchiata dal lontano orizzonte. "Sventura, sventura!" squittiscono nella notte, perché non è più giorno adesso, ma una scura notte dove annaspare e perdersi e affondare. Mai più camminare sull’acqua… mai più camminare.
E’ notte. Un’altra notte in cui navigare entrando & uscendo da sogni fluidi & capricciosi, incagliata tra tentacoli e polipi, sacchi di liquidi vitali, meduse flaccide & trasparenti che la ancorano a qualcosa. Cosa?
Forse un fondale, ma di un acquario, non del mare Un acquario da esposizione dove gorgogliano bolle piccolissime e risalgono in superficie, loro sì, per fuggire.
È finita in un acquario.
Lilla ora ansima dolcemente, incatenata sott’acqua, sospesa in sogni angosciosi, annaspa e soffoca, poi a tratti riemerge.
Una parte del suo cervello ha filmato l’ultimo gabbiano che le è entrato nella visuale, prima del colpo di vento, e ora lo trasmette e ritrasmette all’infinito in una parte delle sue cortecce rosee e danneggiate, in onde concentriche. Poi gabbiano vola via in libertà.
Ora lei è lì, in quella liquida casa verde e quel suo corpo leggero che ha appena danzato in una bolla iridescente nel sole, dorme o almeno sembra dormire, illuminato da una luce livida, verdastra, tra bianchi coralli di plastica e sbarre metalliche che l’accerchiano.
 Lilla non può più danzare
“È assolutamente vietato camminare sulla superficie del mare” le ha detto una volta un pesce.Quando?Tanto tempo fa. O solo un attimo, non ricorda…Sa solo che il pesce aveva ragione.
Vorrebbe parlargli, chiedergli una deroga: ancora una volta, una volta sola danzare nell’aria di giugno… ma liquidi catarri le gorgogliano in gola, nei polmoni vischiosi, bolle d’ossigeno le si schiudono come madrepore dalla bocca, si calcificano, sigillano la tua muta voce.

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