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giovedì 5 marzo 2015

Mutanti






Fluidità era il suo elemento, era nel suo passato fin dai tempi remoti  dei lontani progenitori,  non avrebbe potuto non essere nel suo futuro, oltre il tempo dei figli. 
La consapevolezza di questo semplice assioma era per lui riflesso istintivo e naturale. Fluidità era la sua vita e, in essa, avanzava placidamente, anche se pure estremamente all’erta, zigzando tra enormi spugne calcaree e masse coralline ungo calde  correnti, nel pulsare profondo di un  mare paleozoico.
Tuttavia era già in lui qualcosa di diverso: inquietudine, anelito verso ignota avventura, abisso o mutamento; come il suo corpo allenato a sondare i flussi e le correnti, infatti, il suo inconscio di vertebrato ancora rudimentale percepiva confusamente vaghe, quasi impercettibili varianti, disposte nella dimensione del tempo come sassi e conchiglie sulla morbida rena del fondo. Perché qualcosa di simile era già stato.
Nel volgere di pochi giorni l’istinto sempre più urgente che lo turbava  lo spinse verso i margini dell’oceano profondo in cui viveva e che era stato per lui e per i suoi avi come morbida madre avviluppante, finché  lo scagliò alla cieca al di fuori  in qualcosa di acre e bruciante e misteriosamente orrido e insieme  seducente, per il quale la sua vescica natatoria era pronta da tempo a fargli da polmone. Non fu facile tuttavia attivarla e agonizzò per alcuni, lenti minuti, soffrendo pene indicibili e sconosciute a lui e ai suoi, ma non morì, emerse soltanto. Lui, il primo sotto il sole.
Avanzò sulla terra, si rituffò e riemerse ancora. Si adattava a poco a poco con determinazione e coraggio, sguazzando nella bassa marea di un golfo  di rara bellezza, in  quello che oggi è il Canada settentrionale, 375 milioni circa di anni fa.
Strisciava sulla sabbia corallina, tra il ronzio degli insetti che popolavano le basse foreste di felci e di equiseti, strisciava grazie a qualcosa su cui aveva sentito istintivamente di poter contare, non più branchie e non ancora del tutto mani, protendendo arditamente avanti il muso … avanti, sempre più avanti. La testa gli posava su un piccolo collo.
E poi, ne  emerse un altro.

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