Translate

venerdì 16 luglio 2010

Parla la Luna, Arcano Maggiore dei Tarocchi



Sono e fui Luna, un ponte gettato tra l’abisso tra terra e cielo, una sostanza rara che illumina dall’alto la materia e lascia intuire il sogno sottilmente …
Sono e fui anima femminile, linfa vitale, dea argentata, Iside dal sorriso ammaliante e dolcezza di Madonna, antica Madre dal manto trapunto di stelle in cui ci si immerge nuotando lentamente in posizione fetale e si riemerge come intatti e rinati… Sono la fulgida vergine, Diana splendente, ma sono pure l’altro suo volto di tenebra, l’ Ecate notturna che tutto atterra e divora: la strega.

Sono la grande chiave di collegamento, il punto d’incontro tra piccolo e grande, il cardine su cui gira la porta che dischiude l’Opera alchemica, il riflesso opalescente della luce del Sole, il riflusso dell’onda, io sono... il mare. Sì, sono anche il mare notturno; che non è forse un granchio quello che striscia ai miei piedi? E, camminando all'’indietro, spazza via il passato e i resti dei ricordi come detriti abbandonati sulla spiaggia, alla marea. Per cui io cancello il passato e ricompenso, amo il silenzio, dono la poesia, quella penna fantastica che di notte sul mare insegue la mia scia e vi scrive sopra in barlumi palpitanti d’inchiostro bianco

Io sono Luna, arcana e diafana figura, ma ho forza immane d’attrazione e, come sollevo le acque, assimilo e rielaboro fantasiosamente il più pesante dei macigni sepolti nel cuore e lo sollevo… sono l’Inconscio Primevo, l’Intuizione opposta e parallela alla Ragione, sono la forza ovattata dell’amorosa Contemplazione.






1 commento:

  1. Copio qui i 3 commenti più belli di questo testo :

    Da Giordano Ghiraldini:
    "La luna, il femminino che tutto attrae e purifica. Creatività, sogno e fantasia.
    In arabo "qamar" che per me (ma forse non sarà vero) evoca assonanze con "amare" ma anche "che amara"
    قمر "


    Da Mauro Parisse:

    "Ovviamente, per assaporare con gusto la tua splendida prosa, è necessario avere una chiave speciale che è quella di una profonda cultura letteraria.E' mirabile come riesci a costruire stupendi abbinamenti come quello di Iside, poi Madonna dal manto trapunto di stelle che si richiama alla notte stellata della Luna.
    Ripeto, la tua fantasia è oro!"


    Da Enrico Moretti:

    "Leggere questo tuo brano di seguito al Matto è così strano.. quello che lì era leggerezza, come ti ho scritto, qui diventa solennità.. di colpo cessano i saltelli e le capriole, anche il buffone si fa da parte per l'ingresso della Sovrana delle notti.
    Ponte tra la terra e il cielo, pezzo di roccia tra le nuvole, tramite femmineo tra uomo e Dio, donna-angelicata, che attira le acque e gli sguardi..
    Ma non solo.. la sua non è infatti solennità statica, ma mutevole, scostante, e per questo più viva e umana.. il suo viso pallido, privo di luce propria, dona alla luce stessa un'aurea misteriosa..
    Sì, è proprio lei!"

    RispondiElimina