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martedì 20 luglio 2010

Parla il Matto, Arcano Maggiore dei Tarocchi

Da Flickr foto di FrankD5


In cammino perpetuo tra refoli di vento che mi sollevano i lembi del consunto mantello, vado leggero, leggero su sentieri tortuosi che risalgono e ridiscendono lungo aerei precipizi, sul filo di crepacci dal vento cesellati.
Nella sera violetta che, tiepida, mi viene incontro, vento, vento leggero attorno a me respiro… vento burlone a gonfiarmi soffice la piuma del cappello, a rarefarmi sempre più il pensiero chiuso in questa zucca stravagante di buffone di strada, di giullare, di variopinto, malinconico clown... di matto insomma!
Se pur tanto io amo il vento e la brezza, non tuttavia son fatto di vento, come a qualcuno può sembrare nel vedermi ondeggiare sui ponti, ma di ... vuoto, e nell’aria rarefatta mi sostengo più di quanto mi appoggi al bastone su cui posa la mia mano. E questo mio bastone in realtà a me serve soltanto per portarvi appeso tutto il mio bagaglio: un bagaglio piccolo e leggero che riesce comodamente a star tutto dentro un fazzoletto a quadri con quattro nocche annodate strette, strette.
Che cosa, poi? - direte voi - Poca roba in verità! Tutto quello che è superfluo è stato da me scremato come latte, sfrondato come ramo d’autunno, condensato in poche gocce essenziali o pillole di sopravvivenza, in qualcosa di simile a quei piccoli frutti succosi che, una volta, si conservavano d’inverno in grandi solai arieggiati, frutti dell’esperienza ammucchiati nel fardello e con il solo impulso a far da contrappeso dall’altra parte. 
Sì, signori miei, proprio l’impulso. Perché la mia follia non diverrebbe saggezza se io non seguissi l’impulso come il mio cane segue me per le strade del mondo, né diverrebbe visione ed istintiva intuizione, arcana alterità da ciò che è fermo, abbarbicato al potere della terra e del tempo, alla terrificante forza del potere puro che col tempo gioca. Alterità che è arcana innocenza per me, che son detto Arcano Maggiore, ma ambiguamente racchiudo in questo nome molti miei volti misteriosi e strani: sono, via via, o una volta son stato,  l’ ombra del giorno, l’alchemico zero, la pausa, la spirale, la chiocciola, lo scemo del villaggio, l’irritante fanciullo sapiente che provoca, il cappellaio matto che stuzzica, l’invasato che urla, il dio Pan che saltella, Dionisio ebbro che canta alla notte con voce fonda e roca e anche... il Caos fluttuante
E quando ad un incrocio di strada mi incontrerete col mio cane, sappiate che sarà per farvi ricordare principalmente ciò che non conta, quel fantasma nebbioso che voi chiamate Nulla e gli arabi Vuoto, quell’opposto del Tutto in cui sono tuttavia nascoste tutte le possibilità perché emerge in ogni cosa, anche in voi, sì, anche in voi stessi; sarà pertanto per imparare da un umile vagabondo quale io sono questa lezioncina di umiltà e, proprio per essa e grazie ad essa, avanzare arditamente su quel ponte evanescente che ha nome Consapevolezza e che vi potrà portare anche oltre le stelle. Perché se io son il Matto e lo specchio del vuoto, voi - ditemi - che cosa siete? E … che cosa, che cosa di grazia veramente sapete?
















venerdì 16 luglio 2010

Parla la Luna, Arcano Maggiore dei Tarocchi



Sono e fui Luna, un ponte gettato tra l’abisso tra terra e cielo, una sostanza rara che illumina dall’alto la materia e lascia intuire il sogno sottilmente …
Sono e fui anima femminile, linfa vitale, dea argentata, Iside dal sorriso ammaliante e dolcezza di Madonna, antica Madre dal manto trapunto di stelle in cui ci si immerge nuotando lentamente in posizione fetale e si riemerge come intatti e rinati… Sono la fulgida vergine, Diana splendente, ma sono pure l’altro suo volto di tenebra, l’ Ecate notturna che tutto atterra e divora: la strega.

Sono la grande chiave di collegamento, il punto d’incontro tra piccolo e grande, il cardine su cui gira la porta che dischiude l’Opera alchemica, il riflesso opalescente della luce del Sole, il riflusso dell’onda, io sono... il mare. Sì, sono anche il mare notturno; che non è forse un granchio quello che striscia ai miei piedi? E, camminando all'’indietro, spazza via il passato e i resti dei ricordi come detriti abbandonati sulla spiaggia, alla marea. Per cui io cancello il passato e ricompenso, amo il silenzio, dono la poesia, quella penna fantastica che di notte sul mare insegue la mia scia e vi scrive sopra in barlumi palpitanti d’inchiostro bianco

Io sono Luna, arcana e diafana figura, ma ho forza immane d’attrazione e, come sollevo le acque, assimilo e rielaboro fantasiosamente il più pesante dei macigni sepolti nel cuore e lo sollevo… sono l’Inconscio Primevo, l’Intuizione opposta e parallela alla Ragione, sono la forza ovattata dell’amorosa Contemplazione.