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sabato 24 aprile 2010

CRUCIFIGE!

El Greco:" Crocifissione"




Egli è morto.
Non è più possibile
- dicono -
visualizzare
l’imprevedibile & l’enigma
sullo schermo arcaico
del divino.
Altri tempi
precipitano,
determinati & coerenti
a scardinare
& togliere
ogni senso
alla Storia
(anch’essa pure
- scrivono -
del tutto defunta).

Per cui
crocifiggilo ancora
quell’ imbarazzante paradosso!
Crocifiggilo!
E poi
rannicchiati,
sbigottito,
sotto la Sua croce.
E ascolta,
ascolta
ancora
tutta la pioggia di Giudea
cadere
nella tenebra.

Sul monte nudo
lampi-di-luce
folgorano.

Sei solo.
Solo tu esisti,
libero da ogni
principio
di causalità,
inaccessibile
al Dio
che ancora sanguina,
sopra di te,
goccia a goccia…

Nelle pozzanghere
il sangue,
in mille rivoli,
illividisce,
si stempera,
sempre più tenue,
scompare…

Eppure,
tu,
L’hai sentito
poco fa,
come Zaccheo Lo vide,
tu L’hai sentito.
L’hai sentito distintamente,
in agonia,
mormorare
quelle
parole.





Approfondimenti:

http://progettocicero.ning.com/forum/topics/dovera-dio-ad-auschwitz-di.

sabato 17 aprile 2010

4 POESIE GNOSTICHE



Y

Apparve

Big - Bang!
Dal Reame dell’Uno,
Dio-Dea dal nome impronunciabile,
dalla pura luce ineffabile
apparve, autogenerandosi.
in infinito fulgore.
si espande,
si espande
in miriadi innumerevoli di esseri celesti,
angeli, eoni, luminari, cieli e firmamenti,
si espande…

Fu scagliata
Sophia,
frammento di luce,
nel baratro del tempo
perchè il figlio clonato era stolto e deforme.
Cadde,
precipitò,
precipita ancora,
cade.

Nell’abisso del tempo.
il mondo era ormai pronto
- il Dio stolto e deforme era un buon costruttore
un artista eccellente, un tecnico specializzato
del Tutto.
Il “ribelle”, pare fosse chiamato,
e ” maligno e “abietto” e “figlio del Caos”…
ma Sophia, frammento-di-luce,
era sua madre.


Dicono,
alcuni dicono pure,
che copiasse forme & idee
da archetipi del Regno;
altri, che non fosse uno, ma due:
un aiutante che disse:
“creiamo ora l’uomo a nostra somiglianza:
copiamo anche lui.”
Questo aiutante era zoppo.

I neoplatonici affermano tuttavia
che sia eccessiva
e un po' troppo negativa
tale connotazione del Demiurgo
e/o dei Demiurghi:
Sophia era pur sempre la madre,
e il nostro mondo è bellissimo,
atrocemente bello.

E ogni uomo apparve
ed ebbe una stella guida,
nel cielo,
e ogni donna apparve
e, in essa, amò specchiarsi…
perchè
il Dio, gli Dei
avevano mescolato nella coppa
frammenti di stelle,
una per ciascuno.

Inoltre, ricordati sempre delle idee,
lassù, perfette ed intangibili;
anch’ esse servirono a modello:
Adamo vuol dire infrangibile,
l’archetipo era nella prima nube lucente.

Quando l’errore fu commesso
e Sophia si clonò,
(fu errore di sapienza,
comprendi?)
cadde con lei,
nel tempo,
l’Autogenerato,
il Figlio-di-luce,
e fu tra noi per trentatrè anni.
Si chiamava Gesù.

Sembra che, tra l’altro, insegnasse
che nella tenebra
c’è in noi qualche frammento di luce:
fummo anche noi figli della luce,
proprio come Lui.
Ma alcuni non sono d’accordo,
dicono che non può essere vero,
che Lui non l’ ha mai detto
che lo abbiamo frainteso.
Per illuderci.

C’è chi le dice difficili,
queste storie,
confuse e stravaganti,
Ireneo le sbaragliò,
ed Atanasio chiuse la partita,
nel 367... poi, basta: 

sotto la sabbia a decantare!
In quanto al dolce Plotino,
oltre agli addetti ai lavori,
chi lo legge più, oggi?
Ma aspetta,
ascolta:
puoi ben capire in questo modo
Auschwitz ed oltre.


H
Lo straniero




Particolare da "L'ultima cena" di Leonardo (1497-98)



"Maestro,
non ti comprendiamo…
Troppo ci sei straniero.
Tu ridi,
ridi della vita & della morte,
ridi di noi perchè non sappiamo…
Siamo povera gente,
non riusciamo a capire.
Abbiamo pregato il Signore
e ringraziato per il pane,
tu hai riso, e ora dici che il Dio
è dentro di noi.
Dentro di noi...
non c’ è l’uomo perfetto
in nessuno di noi...
non riusciamo neppure
a guardarti negli occhi!



W
Fu scagliata

"Il bacio di Giuda" del Beato Angelico (1437-46)



Lo baciò.
I secondi caddero nel silenzio,
la tensione
si poteva tagliare col coltello,
ma fu Pietro che sguainò la spada, quando
gli misero le mani addosso
per prenderlo…

Nel tafferuglio che seguì,
(un servo venne ferito)
indietreggiò verso gli alberi,
chiuse gli occhi.
Lo inchiodarono quelle ultime parole:
“ Simon Pietro lascia,
come potrebbe avverarsi
la Scrittura,
se ciò
non si compisse?”

Il cuore lo soffocava.
Con sforzo,
riuscì infine
a fuggire.

Messo in trappola,.
Come una volpe,
una lepre selvatica,
una cosa bruta,
uno strumento
del Fato in cui
credono i greci...
Per questo sua madre
l’aveva partorito
con dolore!

Urlò...
Lo odiava.
Era il tredicesimo,
ma non gli aveva creduto
quando
lo aveva avvertito.
Era il tredicesimo
per sempre.

Urlò!
Lo amava.
Si perse nella notte
ed ogni cosa
nel mondo & nel cielo,
fu scagliata
a dissolversi.


"Conscious Judas" di Nikolaj Ge (1891)


H

Nel vuoto



C’è chi dice che m’impiccai,
c’è chi dice mi si aprì il ventre
nel campo del sangue…
Sono comunque morto
ma prima ho gettato i denari
ai piedi di quei cani
con voluttà,
come se vomitassi.
Che se lo comprino
con questi
il campo del sangue!

Mi disse di guardare la mia stella:

essa mi avrebbe guidato.
Ma vago ora, fantasma tra la nebbia,
e non vedo le stelle
né il cielo…

Destinato a tradire,

per il prezzo di un campo
ho liberato il Suo spirito
dal corpo:
Me lo chiese per pegno d’amicizia,
sì, me lo chiese,
ora ne sono sicuro,
ma non capivo bene a quel tempo
i suoi enigmi.

Mi disse anche di farlo in fretta;

in realtà, mi deve aver ipnotizzato:
mi ha fatto fare
quello che voleva,
sono stato plagiato.
Perchè proprio io?
Chi era quell’uomo?
Dove mi trovo adesso?

Forse sto sognando

di essere morto,
forse sempre nel sogno
l’ho tradito.
E’ un incubo sicuramente:
l’ho amato troppo
e ora mi voglio sganciare:
mi ha deluso politicamente.

Mi disse che l’avrei sacrificato,

- ero come in trance -
mi svelò dei segreti:
- tremavo -
Mi disse che sarei stato maledetto
per sempre,
ma ero comunque libero di decidere.

Mi chiese se sapessi da dove venisse;

- ero come in trance –
la mia voce rispose
come se qualcun altro
fosse in me
e parlasse
da estreme lontananze

Dissi, disse:

”Tu vieni dal Reame
immortale di chi
ha un nome impronunciabile.”
Poi ritornai in me,
pallido,
esterrefatto,
tacqui.

Nel grigio sto seguendo

una scintilla
di luce...
la nebbia va sbandando
dolcemente...
nel vuoto non si vedono più stelle,
nel vuoto.