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venerdì 27 novembre 2009

Astratte Associazioni : "Miti sull'origine del mondo" 1




Ebrei (Genesi):

"In principio Dio creò il cielo e la terra.
La terra era una massa senza forma e vuota; le tenebre ricoprivano l’abisso, e sulle acque aleggiava lo Spirito di Dio.
Iddio allora disse: “Sia la luce”: e la luce fu.
Dio vide che la luce era bella e separò la luce dalle tenebre.Dio chiamò la luce, Giorno e le tenebre, Notte.
Poi disse:-La terra si copra di verde, produca piante e ogni genere di albero da frutta-. E così avvenne.
E disse: -Le acque producano animali che guizzino, il cielo gli uccelli che volino, la terra,varie specie di animali...- E così avvenne.
Dio disse ancora: -Facciamo l’uomo e sia simile a noi... a nostra immagine-
Dio creò l’uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creò.
Dio vide che tutto quello che aveva fatto era davvero molto bello.
E iI settimo giorno, terminata la sua opera, si riposò.”



Indù (Rig-Veda):

“Non v’era allora né l’essere né il non essere, non v’era né l’aria, né il cielo di sopra.
Che cosa dunque esisteva? E dove? Sotto la guida di chi?
Era forse l’abisso inscandagliabile delle acque?
Non v’era allora né morte né non morte; né alcuna separazione tra giorno e notte.
Senza fiato respirava l’Uno per forza propria. Nulla all’infuori di lui esisteva, e nient’altro!
Regnavano alle origini le tenebre ricoperte dalle tenebre, quest’universo altro non era che onda indistinta.
Fu allora che, per forza del Karma (l’Ardore primordiale), l’Uno stesso nacque, vacuo principio ricoperto di vacuità”.



Egizi:


"All’inizio c’erano solo le acque del caos, sovrastate dal buio e dal silenzio.
Otto creature con la testa di rana, i maschi, e di serpente, le femmine, nuotavano nelle acque del caos, prima della creazione.
Queste creature si fusero, formando il Grande Uovo.
Dopo un tempo lunghissimo, il guscio si ruppe ed apparve il Creatore, padre e madre di tutte le cose, fonte di ogni vita... il dio Sole.
Le due metà del guscio separarono le acque del caos ed il Creatore le face diventare il mondo.
Mentre giaceva nell’abisso delle acque, il Creatore si sentiva molto solo e voleva abitare con altri esseri il nuovo mondo. Così i pensieri del Creatore divennero gli dei e tutte le altre cose del mondo e le sue parole diedero vita alla terra




Babilonesi:
"Una volta non c’erano né cielo né terra. Dèi capricciosi e draghi mostruosi abitavano l’universo vuoto e nero.
Il più forte e generoso fra tutti gli dèi era Marduk, il guerriero. Una lunga spada pendeva dal suo fianco e le sue mani stringevano fasci di fulmini che squarciavano le tenebre con bagliori accecanti.
Un giorno Marduk incontrò sulla sua strada un drago dall’aspetto terribile. Il mostro sconosciuto aveva grandi ali, piumate e scintillanti di metalli preziosi; dalle sue fauci spalancate e irte di denti usciva un ruggito sordo e minaccioso.
- Chi sei e che cosa vuoi da me?- chiese Marduk al mostro che gli sbarrava la strada.
-Il mio nome è Tiamat- rispose l’orribile bestia - E voglio te, Marduk. Non riuscirai a vincere Tiamat, il drago degli abissi!-
Mardùk non rispose. In silenzio raccolse il suo coraggio per superare la terribile prova che lo attendeva.
All’improvviso, il mostro spiccò un gran balzo verso Marduk, il quale però non si fece sorprendere.Rapido, gli lanciò contro una rete di luce che fermò il mostro a mezz’aria impigliandolo fra mille sprazzi luminosi.
Un ruggito assordante squarciò l’universo.Tiamat schiumava di rabbia tentando di liberarsi dalla rete di luce.
Marduk sguainò la lunga spada e squarciò il mostro in due. Poi, appese la schiena del mostro che era maculata, in alto, perché diventasse il cielo con le stelle, e poggiò un piede sul ventre del mostro, che divenne la terra con i fiumi e gli oceani."



GrecI (Esiodo):
"All’inizio c’era il Caos, il grande abisso vuoto.
Dal Caos emerse Eurìnome, la ballerina. Aveva tan­tissima voglia di danzare, ma nessuna superficie sulla quale poggiare i piedi.
Per questa ragione decise di dividere il Cielo dal ma­re e cominciò a volteggiare sulle onde, fino a creare un vortice intorno al proprio corpo.
Da questo vortice nacque Borea, il freddo vento del nord. Egli divenne sempre più impetuoso. Eurìnome allora lo afferrò e lo strizzò come fosse uno straccio e lo trasformò in un serpente a cui det­te il nome di Ofione.
Dall’unione di Eurìnome e di Ofione nacque l’Uovo Universale.
Ofione si arrotolò sette volte intorno al gigantesco Uovo, finché questo si schiuse.e,da esso, uscirono tutte le meraviglie del creato.
Poi Eurinome e Qfione si stabilirono in una reggia sul Monte Olimpo.
Ofione disse:-Spetta a me sedere sul trono, perché io sono il creatore dell’universo!
Eurinome, furibonda, urlò:-Come osi, rettile? Senza di me non saresti stato nulla.Io devo sedermi sul trono e governare su tutto!-
Vi fu allora una violenta lotta tra i due: Eurinome, con un calcio, fece cadere tutti i denti di Ofione e, a contatto con la terra, i denti del serpente, ad uno ad uno,si trasformarono in esseri umani.
E iI primo di questi primi uomini si alzò da terra e si chiamò Pelasgo"




Fenici:
"E, all’inizio, vi fu solo un caos oscuro e ventoso.
Questi ciechi venti si accavallarono uno sull’altro, formando una specie di nodo d’amore la cui natura era il desiderio.
Durante un’eternità di tempo, Desiderio precipitò nel fango acquoso che si chiamava Mot.
Fu Mot che generò gli esseri viventi, semplici creature senza coscienza di sé stesse. ed esse, a loro volta, generarono creature più complesse... E così via...
Queste creature contemplavano il cielo e videro che Mot era a forma di uovo e vi videro in alto il sole, la luna, le stelle ed i pianeti."

Cinesi :


"All’inizio déi tempi, c’era solo l’oscu­rità: il mondo era un gigantesco uo­vo che conteneva il caos.
Dentro l’uovo dormiva e cresceva il gi­gante Panku, che un giorno improvvisamente si svegliò e ruppe il guscio; il contenuto più leggero salì in alto e formò il cielo; quello più pesante scese in basso e diventò la Terra.
Per migliaia di anni Panku, temendo che i due elementi potessero riunir­si, li tenne separati spingendo in su il cielo con la testa e schiacciando la Terra con i piedi.
Quando, soddisfatto del suo lavoro, Panku morì, il respiro si trasformò in vento, la voce in tuono, l’occhio sini­stro divenne il Sole e il destro formò la Luna, mentre le sue braccia diven­tarono montagne, le sue vene sen­tieri e strade, i suoi capelli le stelle del cielo, la sua carne terreno per i campi e il suo sudore si trasformò in pioggia e rugiada.
Così il gigante Panku creò il mondo."


Indiani del Nord America:
"Prima della creazione del mondo, Manitu, l’antenato della sacra pipa, vagava su una distesa di acque gridando e digiunando, in cerca del luogo dove sarebbe sorta la terra.
Chiamò a raccolta le creature che già esistevano e la tartaruga riuscì ad individuare la Terra sotto le acque cosmiche.
Manitu seccò la creta con la sua pipa e creò così il mondo... lo rese cioè visibile."
(Per gli indiani fumare la pipa significava dunque ri-creare il mondo, in una cerimonia di rigenerazione.)


Indiani Yakima:
"Agli inizi del mondo c’era solo acqua. Whee-me-me-owan, il Grande Capo Lassù, viveva su nel cielo tutto solo.
Quando decise di fare il mondo, venne giù in luoghi dove l’acqua è poco profonda e cominciò a tirar su grandi manciate di fango che divennero la terraferma. Fece un mucchio di fango altissimo che per il gelo divenne duro e si trasformò in montagne. Quando cadde la pioggia, questa si trasformò in ghiaccio e neve sulla cima delle montagne.Un po’ di quel fango indurì e divenne roccia.
Il Grande Capo Lassù fece crescere gli alberi sulla terra, ed anche radici e bacche. Con una palla di fango fece un uomo e gli disse di prendere i pesci nell’acqua, i daini e l’altra selvaggi­na nelle foreste.
Quando l’uomo divenne malinconico, il Grande Capo Lassù fece una donna affinché fosse la sua compagna e le insegnò a preparare le pelli, a lavora­re cortecce e radici e a fare cesti con quelle. Le insegnò quali bacche usare per cibo e come rac­coglierle e seccarle. Le insegnò come cucinare il sal­mone e la cacciagione che l’uomo portava."


Indiani Maya:
"Mille e mille anni fa il mondo era vuoto. Non c’era alcun uomo, né un solo animale, né pietre, né erbe, né alberi; solo il cielo ed il mare esistevano.
Tepeu e Gucumatz, il dio creatore e il dio formato-re, decisero di creare la terra e il sole e, in un attimo, dalla nebbia scaturirono montagne e boschi.
Tepeu e Gucumatz crearono poi gli animali e ad ognuno di essi assegnarono una casa: chi viveva tra i cespugli, chi sugli alberi, chi nelle buche del terreno.
Poi i due dèi si rivolsero agli animali dicendo:-Parlate, gridate e cantate i nostri nomi!-
Gli animali gridavano, ululavano... ma non riuscivano a pronunciare i loro nomi.
-Così non va - dissero Tepeu e Gucumatz.
E provarono allora a creare l’uomo. Lo fecero di fango, ma subito videro che non andava bene. L’uomo non aveva forza, cadeva giù molte è la testa non stava su.
Allora i due dèi dissero: -Proviamo a scolpire l’uomo nel legno!-
I fantocci di legno assomigliavano all’uomo, ma non avevano anima e neppure cervello.
Tepeu e Gucumatz erano sconsolati: la creazione dell’uomo era proprio difficile.
Ma ecco avvicinarsi quattro animali: l gatto, il coyote, il pappagallo e il corvo...
Essi portarono ai due creatori una pannocchia matura di mais.Tepeu e Gucumatz presero la pannocchia e macinarono i chicchi con una pietra; poi impastarono la farina con l’acqua del mare e crearono i muscoli e la forza dell’uomo.
Finalmente la loro opera era perfetta. L’uomo aveva anima e cervello e cantava lodi a Tepeu e Gucumatz, creatori del cielo e della terra."



Il riflesso sul lago di Kaman
mosso da un gelo pittoresco e inesatto
piega gli elementi in un comune respiro e sposta le nuvole
da pezzi di sereno a grappoli uniti all'Europa centrale
dove Geografia rimprovera meridiani
calca sull'equatore quale leader incontrastato
punge con il picco le aree più basse
Ho udito sirene cantare troppo piano
il grido di Ulisse gonfiare le vele
Perfino nello sconcerto delle Marianne
s'annida riluttante l'origine del mondo
quando linfe ingrossate vivacchiano a fondo
lasciano il piglio alle correnti
mentre ai bordi una furba umidità
cresce fra creature allegre vanitose
fuori sulle sabbie l'Atlantico è pensoso
su come cucire le terre che separa
Spero che non voglia o che voglia per sempre
il contrario dei sogni l'origine del mondo
Cristalli di cielo frantumano l'ordine apparente di gesso
scaturito da quello che sotto chiamano quasi sempre
colui che governa e controlla le cose
come un'immensa unica verità plasmata in forma perfetta (conveniente)
che a vederla appare in balia di qualsiasi evento esagonale
e tu profitta dello scompiglio per decidere finalmente

Max Mazzé






























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